“Nel rapporto tra i confidi e l’assessorato Bilancio c’è una gran quantità di dati da gestire. E’ molto difficile che con la produzione cartacea non si corra il rischio dei ritardi. Basti pensare che, solo in occasione del primo bando relativo ai confidi, abbiamo dovuto caricare manualmente ben 25 mila dati. Partendo dal principio che il consorzio fidi autorizzato può fare le istruttorie in nome e conto della Regione, attraverso la piattaforma, al consorzio fidi viene data la possibilità di trasmettere i dati telematicamente e apporre la propria firma digitale. Con questa piattaforma abbiamo fatto sia uno sforzo normativo che tecnologico”.
In cosa consiste?
“Il confidi può trasmettere in temPO reale e la Regione effettua un controllo a campione. Inoltre, abbiamo voluto distinguere il consorzio che effettua una immissione massiva dei dati dal consorzio che intende continuare a caricarli manualmente”
Qual è il risparmio nei tempi?
“I confidi devono presentare le istanze alla Regione dopo l’approvazione dei loro bilanci. Dato che questo adempimento si concentra nel periodo di maggio-giugno, è facile immaginare come questo flusso di informazioni così concentrato temporalmente vada a ingolfare il lavoro dell’assessorato. Con la nuova piattaforma il confidi può caricare i dati delle istanze durante l’intero arco dell’anno e provvedere all’inoltro dell’istanza con firma digitale in un momento successivo”.
Qual è il vantaggio?
“Grande riduzione dei tempi, trasparenza amministrativa, riduzione dei costi per le aziende, riduzione della carta in circolazione. Basti pensare che per ogni istruttoria occorre produrre 14 allegati e che con l’invio telematico solo uno. Inoltre, se riuscissimo ad avere accesso alla banca dati del Cerved i tempi potrebbero essere ridotti ulteriormente.”
L’accesso alla piattaforma è consentito solo ai confidi riconosciuti?
“Si, ma non è sufficiente essere riconosciuti per potere accedere alla piattaforma. Infatti, occorre essere autorizzati all’uso della piattaforma”
Il confidi non riconosciuto può accedere ai servizi della piattaforma?
“No”
E’ previsto un supporto tecnico, specialmente per il primo periodo, per le prime immissioni dati?
“La piattaforma è abbastanza intuitiva e comunque abbiamo previsto un help desk per ogni chiarimento”.
- 30 giugno 2009 -
Andrea Naselli - www.economiasicilia.it
Riprendo due notizie da www.economiasicilia.it curato dall'amico Andrea Naselli
Una batteria di bandi sui confidi siciliani uscirà a breve dagli uffici dell’assessorato regionale Bilancio e finanze. Un primo duetto riguarderà due bandi già esitati dagli uffici regionali guidati dal dirigente generale Salvatore Giglione e che saranno pubblicati con la Gazzetta Ufficiale del 4 luglio prossimo. Il primo, per un importo di 5,5 milioni di euro, riguarderà le integrazioni a fondo rischi per le operazioni a breve termine. Si tratta di fondi regionali. Il secondo bando, per un importo di 8 milioni di euro, riguarderà l’abbattimento in conto interesse. In questo secondo caso il bando si basa su fondi dell’Unione Europea.
Un terzo bando tuttora in preparazione presso gli uffici dell’assessorato ma il cui iter viene dato in dirittura d’arrivo, è quello relativo all’integrazione del fondo rischi per operazioni a medio e lungo termine. Il tutto per un importo di 6 milioni di euro.
- 30 giugno 2008 - Andrea Naselli
(ASCA) - Palermo, 24 giu - Il ''Fidiweb'' consentira' ai Consorzi, che abbiamo preventivamente ottenuto il riconoscimento regionale dello statuto sociale, di compilare tramite apposte maschere web e presentare all'assessorato, le istanze di ''integrazione dei fondi rischi'' e le richieste di agevolazione sotto forma di ''contributi in contro interessi'' sulle operazioni creditizie garantite dagli articoli 3 e 11 della sopracitata legge. L'inoltro telematico sara' supportato e garantito dall'apposizione di firma digitale del legale rappresentate dei Confidi. Tutte le operazioni di inserimento saranno agevolate da pagine guidate e da appositi messaggi di notifica per facilitare le operazioni garantire la completezza e la correttezza dei dati riportati. Ultimata l'attivita' di presentazione delle istanze da parte dei Confidi il sistema ''Fidiweb'' supportera' l'ufficio nella gestione on-line delle fasi istruttorie, ottimizzando i processi. saluti
Venerdì 26 giugno 2009 alle ore 10,30
Clicca sul file per vedere l'invito ufficiale.
, presso la Sala Marzio Tricoli dell'Assessorato Regionale Bilancio e Finanze, sarà presentato ufficialmente il nuovo sistema informativo regionale FIDIWEB. Nel corso dell'incontro saranno illustrati, da parte dei dirigenti del Dipartimento delle Finanze e del Credito e della società Sicilia e-Servizi, le principali caratteristiche e funzionalità della nuova piattaforma informatica che consentirà ai Confidi, riconosciuti dalla Regione Siciliana, la presentazione telematica delle istanze di "integrazione fondo rischi" e di agevolazione sotto forma di "contributi in conto interessi". I lavori, rivolti ai rappresentanti dei Confidi ed agli operatori del settore bancario ed imprenditoriale, saranno coordinati dall’ing. Salvatore Giglione, Dirigente Generale del Dipartimento Finanze e Credito, e saranno conclusi dall'Assessore regionale per il Bilancio e le Finanze, on.le Michele Cimino.
Dal quarto trimestre dello scorso anno, con l'aggravarsi della crisi, l'economia internazionale ha sperimentato la più profonda recessione degli ultimi decenni. L'economia italiana, colpita dalla crisi in una fase particolarmente delicata, caratterizzata da una profonda trasformazione strutturale, è stata l'unica tra le maggiori economie dell'area dell'euro a registrare una riduzione del PIL già nella media del 2008. L'attività economica ha continuato a contrarsi a ritmi molto elevati nella prima parte del 2009. La brusca caduta del commercio estero e degli ordinativi, tra la fine del 2008 e l'inizio dell'anno successivo, ha dapprima colpito l'industria, che ha reagito contraendo la domanda di lavoro e rinviando i piani di investimento. Anche i consumi delle famiglie si sono ridotti. La crisi finanziaria internazionale ha colpito pesantemente il Mezzogiorno e la Sicilia, che già nella prima parte del 2008 avevano registrato contenuti livelli di attività economica. Secondo stime della Svimez, nel 2008 il PIL della regione si sarebbe ridotto in misura lievemente minore che nel Mezzogiorno. La crisi nell'Isola ha avuto un impatto maggiore sui settori del manifatturiero, dei trasporti e del commercio. I principali indicatori relativi all'industria, in particolare, avevano mostrato un evidente peggioramento già sul finire del 2007; nel corso del 2008 gli ordinativi e la produzione hanno accentuato l'andamento calante, con una diminuzione del grado di utilizzo degli impianti. Le imprese contattate per la consueta indagine annuale condotta dalla Banca d'Italia hanno ridotto gli investimenti in misura sensibile; la percentuale di aziende che hanno chiuso l'esercizio in utile è scesa. Il clima di fiducia tra i consumatori ha continuato a deteriorarsi per gran parte dell'anno, con evidenti riflessi negativi sulle vendite del commercio, diminuite anche in valore nominale. Nel settore turistico si sono ridotti sia gli arrivi sia le presenze, soprattutto provenienti dall'estero. In base ai dati di un'indagine campionaria della Banca d'Italia sui flussi di turismo internazionale, tra il 1997 e il 2007 i tassi medi annui di crescita registrati dalla Sicilia, per numero di pernottamenti e per spesa effettuata da turisti stranieri, erano stati i più elevati tra quelli delle regioni meridionali. Nelle costruzioni si è manifestato un rallentamento dei prezzi degli immobili di edilizia residenziale; il numero di compravendite si è ridotto in misura superiore a quanto già avvenuto nel 2007. Il valore complessivo delle gare per opere pubbliche bandite nel 2008 è diminuito.Le esportazioni hanno decelerato in misura sensibile; al netto dei prodotti petroliferi si è registrato un calo, particolarmente significativo nel quarto trimestre dell'anno. La contrazione delle vendite all'estero ha riguardato principalmente i mercati dell'area euro. L'occupazione è diminuita per il secondo anno consecutivo; il calo ha riguardato l'agricoltura, l'industria in senso stretto e il commercio. È tornato ad aumentare il numero di persone in cerca di lavoro e dopo otto anni si è interrotto il calo del tasso di disoccupazione, che rimane il più elevato in Italia. Tra il 1991 e il 2008 il numero di stranieri residenti in Sicilia è cresciuto in modo significativo, seppure a tassi inferiori a quelli medi del Paese a causa delle maggiori difficoltà che caratterizzano il mercato del lavoro locale. Gli immigrati sono occupati in misura prevalente nei comparti produttivi più tradizionali, come l'agricoltura, il manifatturiero a basso contenuto tecnologico e i servizi alle famiglie. L'andamento del credito ha risentito del peggioramento del quadro congiunturale, accentuando il rallentamento gia in atto nel 2007; hanno inciso fattori di offerta e anche di domanda. Le banche hanno applicato criteri più rigidi nell'erogazione dei prestiti alla clientela; le famiglie hanno ridotto la domanda di mutui ipotecari, mentre il fabbisogno finanziario dei settori produttivi è cresciuto a fronte dell'aumento delle scorte e del capitale circolante, nonostante il calo degli investimenti. Sino alla fine del 2008 si è verificato un incremento dei tassi di interesse sui prestiti a breve scadenza, soprattutto con riferimento alle imprese. I tassi praticati sulle operazioni a medio e a lungo termine sono lievemente cresciuti per il complesso della clientela, ma sono diminuiti per le famiglie. Da indicazioni provvisorie relative al primo trimestre del 2009, i tassi di interesse sono scesi sensibilmente, rispondendo al calo dei tassi ufficiali di riferimento. La flessione dell'attività produttiva si è riflessa anche nell'aumento del tasso di decadimento dei prestiti; una quota rilevante delle nuove sofferenze emerse nel corso del 2008 si riferisce a posizioni debitorie di imprese industriali. La raccolta bancaria è aumentata a tassi più elevati rispetto alla media degli anni più recenti, soprattutto nella forma delle obbligazioni, che sono tornate a crescere dopo un quinquennio di variazioni negative. Il valore dei titoli in custodia e amministrazione è rimasto stazionario, ma si è verificata una ricomposizione dal risparmio gestito a quello amministrato.
Testo pdf 633 kB
Reportage a cura dell'ufficio comunicazione di ConfeserFIDI sul seminario dal titolo : Internazionalizzazione delle PMI siciliane. Aziende senza Frontiere.
Prossimo appunatemnto a Catania presso il centro culturale Zo il 19 giugno e a Scicli il 25 giugno c.a.
Clicca sull'immagine per vedere il filmato.
La Commissione europea ha autorizzato, ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato previste dal trattato CE, un regime italiano destinato alle imprese che sono confrontate a difficoltà finanziarie a causa della stretta creditizia nell'attuale crisi economica. La misura consente alle autorità nazionali, regionali e locali di concedere aiuti in forma di tassi agevolati su prestiti contratti entro il 31 dicembre 2010. Il regime è conforme alle condizioni del quadro di riferimento temporaneo per le misure di aiuto di Stato elaborato dalla Commissione, che conferisce agli Stati membri un più ampio margine di manovra per facilitare l'accesso ai finanziamenti nell'attuale crisi economica e finanziaria. Nello specifico, la misura è limitata nel tempo e si applica esclusivamente alle imprese che prima del 1 luglio 2008 non erano in difficoltà. Il regime è quindi compatibile con l'articolo 87, paragrafo 3, lettera b), del trattato CE che autorizza gli aiuti destinati a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero N 268/2009 nel Registro degli aiuti di Stato sul sito internet della DG Concorrenza al seguente indirizzo internet: http://ec.europa.eu/competition/state_aid/register/ L'elenco delle ultime decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate nella Gazzetta ufficiale e su Internet è riportato nel bollettino elettronico al seguente indirizzo internet:
http://ec.europa.eu/competition/state_aid/newsletter/index.html
Fonte: Comunicato Stampa della Commissione europea
clicca sul foglio per la stampa completa
Ore 9,00 Registrazione partecipanti
Ore 9,30
Ore 9,35
Saluti inaugurali del Sindaco di Messina Dott. Giuseppe BuzzancaSaluti del dott. Giovanni Ficarra (Presidente Seminario) e del Dott. Bartolo Mililli Amministratorte Delegato ConfeserFIDIOre 9,40
Apertura dei lavori Prof. Luigi Ferlazzo Natoli – Preside Facoltà Economia e commercio di MessinaOre 9,50
Dott. Giovanni Ficarra, commercialista – Processo tecnico operativo dell’internazionalizzazioneOre 10,10
Dott. Maurizio Ninfa, Direttore Sprint Sicilia – Organizzazione e funzionamento dello sportello SPRINTOre 10,30
Dott. Roberto Giannone, Presidente Confeserfidi – Finanziamenti alle P.M.I. SicilianeOre 10,40
Dott Paolo Di Marco, responsabile Sicilia e Calabria SIMEST S.P.A. del Min. Comm. Estero – Finanziamenti internazionali alle impreseOre 11,00
Dott. I. Walid Vice Console della Repubblica di Tunisia Opportunità e fiscalità agevolata in TunisiaOre 11,20
Dott. Salvatore Parano Direttore Regionale I.C.E. – Attività istituzionale e progetti.Ore 11,40
D.ssa Atika Berhil Vice Console del Regno del Marocco – Opportunità e fiscalità agevolata in MaroccoOre 12,00
Dipartimento studi ricerche economiche aziendali ed ambientali dell’Università di Messina – Strategie per il mercato estero
Prof.ssa Daniela Baglieri, Assocciate Professor of Management and Business Administration,Ore 12,10
Crescita finanziaria delle P.M.I. ed internazionalizzazione
Prof. Antonio del Pozzo, Dipartimento studi ricerche economiche aziendali ed ambientali dell’Università di MessinaOre 12,30
Avv.to Barbara Bombaci – Contratti internazionali e problematiche inerentiOre 12,40
Avv. Ernesto Fiorillo - Agenti, rappresentanti e concessionari internazionaliOre 12,50
Prof. Sergio Alagna, Dipartimento del diritto e dell’economie delle imprese di Messina – Quadro di riferimento in materia societariaOre 13,00
Prof. Antonio Miceli, Direttore del dipartimento studi e ricerche economiche ed ambientali dell’Università di MessinaDal Dott. Stefano Mieli un paper su "Crisi finanziaria e azione di vigilanza: gli scenari evolutivi"
ecco il link, buona lettura
http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2009/Discorso_Mieli_ABI_040609.pdf
E’ la provincia di Ragusa la capitale regionale dei confidi. Sono, infatti, ben 10 quelli presenti nella provincia, su un totale di 70 registrati in Sicilia presso l’apposito albo ex-articolo 155 del Testo unico bancario e ben 7 dei confidi ragusano risultano inseriti tra i 36 riconosciuti dalla Regione. Inoltre, ben 3 su 6 confidi attivi a livello regionale nel settore agricolo hanno sede a Ragusa. Ma c’è di più. In questa provincia il rapporto tra garanzie prestate e Pil è pari al 2,5% e decisamente superiore alla media nazionale e regionale. In province come Siracusa, Catania e Messina, ad esempio, questo rapporto è pari allo 0,1%. Una particolare vivacità, quella della provincia di Ragusa sul versante dei confidi, riconosciuta dalla recente analisi sui confidi nel Sud realizzata da Srm (Società di Studi e Ricerche del Mezzogiorno) guidata da Francesco Saverio Coppola.
E’ con questo focus sulle caratteristiche strutturali dei confidi siciliani che parte, con questo articolo, la serie di servizi dedicata a questo strumento che sta assumendo sempre più importanza per il sistema imprenditoriale e bancario. Un nuovo protagonista sul quale si è pure concentrato qualche intervento, ancora purtroppo sporadico, del legislatore regionale e che sta vivendo un momento di grande cambiamento. Il primo, e più importante, dovrebbe riguardare, nei prossimi anni, l’inevitabile processo di concentrazione. Infatti, tra i 36 confidi riconosciuti dalla Regione, solo 4 al momento presentano i requisiti potenziali per richiedere il riconoscimento di operatività come intermediari finanziari controllati da Banca d’Italia, ex art. 107 del Testo Unico Bancario n(Tub). E non solo. Secondo i dati di bilancio del 2007, solo 5 tra i più grandi confidi regionali detenevano oltre il 50% delle garanzie in essere. Si arriva all’80% se si considerano i primi 10. Ciò fa immaginare di come il maggior numero dei confidi operanti in Sicilia risulti decisamente marginale. Infatti, secondo le indicazioni emerse nello studio Srm, la cui analisi per la Sicilia è stata coordinata da Toti Sacco, sono ben 60 confidi a spartirsi il rimanente 20%. Dei 70 confidi registrati, 18, e cioè il 26%, hanno sede a Palermo, mentre nelle province di Catania, Messina e Ragusa, vi sono rispettivamente 10 consorzi, pari al 14% del totale; ad Agrigento, Enna e Siracusa hanno sede 5 consorzi mentre le province con il minor numero di confidi sono quelle di Caltanissetta e Trapani, dove si contano, rispettivamente 4 e 3 confidi.
Sempre con riferimento ai bilanci del 2007, la provincia dove si è concentrato il più alto ilvello di garanzie è Palermo con il 44% del totale. Seguita immediatamente da Ragusa con il 25%. Poi Catania 17%, Messina 5%; molto basse le quote di Agrigento 3%, Caltanissetta ed Enna 2%. Rappresentano una quota decisamente marginali le garanzie prestate nelle provice di Siracusa e Trapani con l’1%.
Andrea Naselli
dal sito della mia amica valeria russo www.confidinsicilia.info
Via libera dalla Regione alle convenzioni tra l’amministrazione e i consorzi di garanzia fidi per l’erogazione dei contributi in conto interessi. Sul piatto ci sono fondi per circa 36 milioni di euro che risalgono agli anni dal 2003 al 2006. Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, nella funzione di assessore regionale alla Cooperazione commercio artigianato e pesca ad interim, mantenendo l’impegno assunto dall’assessore Roberto Di Mauro, ha infatti trasmesso ai Confidi regionali le convenzioni stipulare.
Le convenzioni, che più volte erano state chieste dai Confidi e in particolare da Assonfidi Sicilia guidata da Mario Filippello per velocizzare le procedure di assegnazione dei fondi, erano già previste dalla legge regionale si settore 11/2005 ma erano rimaste inapplicate perché, secondo gli uffici, non riguardavano le erogazioni precedenti alla legge stessa. La situazione è stata infine sbloccata a fine aprile con l’approvazione della legge finanziaria regionale e dell’articolo 41. In questo modo i Cofidi potranno erogare circa 10 milioni di euro per ogni anno alle micro, piccole e medie imprese sotto forma di contributi in conto interessi per operazioni creditizie inevase.
Messina ospiterà giorno 12 giugno, nel salone della Borsa della Camcom di Messina, il primo appuntamento del ciclo dedicato al progetto “Aziende senza frontiere” promosso da Confeserfidi e dallo studio commerciale “Ficarra & Partners”

Sarà Messina ad aprire il 12 giugno prossimo il ciclo di seminari dedicati all’internazionalizzazione delle Pmi siciliane, promosso da Confeserfidi e dallo studio commerciale Ficarra & Partners di Messina. Il progetto “Aziende senza frontiere” mira a diffondere la cultura dell’internazionalizzazione presso le imprese siciliane e favorire lo sviluppo nei mercati Esteri. Al convegno che sarà tenuto nel salone della Borsa della Camera di Commercio, in via Felice Cavallotti 3, interverranno l’assessorato regionale alla Cooperazione , Sportello Sprint, Consolato della Repubblica di Tunisia, Consolato del Regno del Marocco, ICE, SIMEST, ABI , le Università di Messina e Catania e, naturalmente, le imprese.
“Quella dell’internazionalizzazione è sicuramente una delle strategie per far crescere le piccole e medie imprese siciliane in questa difficile fase economica in cui gli effetti della crisi finanziaria sul sistema produttivo divengono quotidianamente sempre più tangibili”, spiegano Roberto Giannone, presidente di Confeserfidi e Gianni Ficarra dello Studio commerciale Fiacarra & Partners.
“Con ‘Aziende senza frontiere’ - afferma Ficarra - vogliamo, intanto, imprimere un’accelerazione delle dinamiche di internazionalizzazione d’impresa che è una delle principali leve di traino per tutti i settori produttivi. Non dimentichiamo che le imprese orientate all’export esprimono il maggior tasso di nuovi occupati.
Internazionalizzarsi, anche su piccole fette di mercato, significa stimolare le imprese a sperimentare e cogliere nuove opportunità di crescita. Si avverte l’esigenza di far luce sui futuri scenari economici e sugli strumenti disponibili per il superamento della fase
di stagnazione economica dando alle imprese, che affrontano le sfide del mercato globale, possibili strategie di sostegno”.
Il presidente di Confeserfidi, Roberto Giannone spiega che “i seminari in programma a Messina, Catania e Scicli si propongono di contribuire a un confronto operativo tra il mondo professionale, la realtà delle imprese, le istituzioni pubbliche e alcuni dei principali attori del processo di internazionalizzazione dell’economia locale.
In Sicilia abbiamo diverse realtà imprenditoriali che in questi anni hanno investito proprie risorse nel nord Africa e nell’est europeo, con diversi vantaggi conseguiti in termini di riduzione dei costi di produzione e di conquista di nuovi mercati. Il nostro consorzio fidi offre, attraverso le proprie garanzie, il sostegno alle imprese impegnate nell’internazionalizzazione o che si accingono ad entrare in nuovi mercati”.
Gli altri due convegni sull’internazionalizzazione, sono in programma il 19 giugno a Catania ed il 25 giugno a Scicli.
l’Assemblea dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia ha approvato il bilancio per l’anno 2008 che si è chiuso con un utile netto di 175 milioni di euro (95 milioni del 2007). Il bilancio riflette la confluenza dell’Ufficio Italiano dei Cambi, disposta dal D.Lgs.231/07 con decorrenza 1° gennaio 2008. L’utile lordo, prima delle imposte e dell’accantonamento del fondo rischi generali, è stato pari a 679 milioni (422 milioni nel 2007). Come previsto dallo Statuto, il rendimento degli investimenti delle riserve ordinaria e straordinaria, pari a 143 milioni, è stato attribuito direttamente alle riserve stesse. Sul favorevole andamento dell’utile hanno influito l’aumento per 488 milioni degli utili da negoziazione, determinati soprattutto dalla vendita di titoli denominati in dollari statunitensi, e la crescita del margine di interesse per 287 milioni (da 3.743 a 4.030) in conseguenza prevalentemente dei maggiori investimenti fruttiferi consentiti dall’incremento della circolazione (in media, +9 per cento a livello di Eurosistema). Hanno contribuito positivamente anche le rendite da partecipazioni che si sono incrementate di 204 milioni per effetto dell’acconto sui dividendi corrisposto dalla BCE. Le svalutazioni sono diminuite di 468 milioni (da 1.927 a 1.459); esse riflettono principalmente svalutazioni da cambio derivanti dall’apprezzamento dell’euro nei confronti della sterlina inglese. Sull’utile ha inciso negativamente l’accantonamento di 1.031 milioni a fronte dei rischi di controparte derivanti dalle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema, effettuato conformemente alle decisioni del Consiglio direttivo della BCE quale quota di pertinenza dell’accantonamento complessivo di 5.736 milioni costituito nell’ambito dell’Eurosistema. L’onere per la Banca è stato in parte mitigato dal positivo risultato della ripartizione del reddito monetario (cresciuto da 48 a 316 milioni). I costi operativi e le altre spese passano da 1.687 a 2.049 milioni; la crescita è stata determinata soprattutto dall’aumento della compagine del personale, onseguente alla confluenza dell’UIC, e dall’aggiornamento dei parametri demografici utilizzati per la quantificazione degli impegni connessi al trattamento pensionistico. L’ammontare delle imposte si è ragguagliato a 328 milioni (1.610 milioni nel 2007, anno in cui ha inciso un aggravio straordinario dell’onere fiscale sotto forma di riduzione delle attività per imposte differite). Tenendo conto degli utilizzi resisi necessari nei passati esercizi, il Consiglio Superiore ha deliberato un’attribuzione di 176 milioni al fondo rischi generali. L’utile netto di 175 milioni è stato attribuito per 105 milioni allo Stato e per 70 milioni alle riserve ordinaria e straordinaria; ai partecipanti, in aggiunta al dividendo di 15.600 euro, è stato assegnato, ai sensi dell’art. 40 dello Statuto, un importo di 59 milioni a valere sul rendimento degli investimenti delle riserve ordinaria e straordinaria.
| PARTE PRIMA |
Scicli - Si è riunito il Consiglio di amministrazione della Fondazione Confeserfidi per pianificare la proseguzione dell’attività nel 2009. La prima iniziativa, avviata quest’anno, riguardata il master in giornalismo economico che si svolge ogni settimana, e fino al prossimo mese di luglio, nella sala Falcone-Borsellino di palazzo Spadaro a Scicli. I componenti del consiglio di ammnistrazione: prof. Paolo Nifosì (presidente), dott. Carmela Asta (vice presidente), prof. Uccio Barone, prof. Giuseppe Mineo, dott. Roberto Giannone, hanno definito, tra l’altro, alcuni aspetti riguardanti le iniziative umanitarie e culturali da sviluppare nell’immediato futuro, sottolineando l’importanza di avere un forte radicamento nel territorio.
“La fondazione Confeserfidi, che si ispira alle fondazioni bancarie- ha spiegato il presidente Paolo Nifosì- si propone di finanziare, tra l’altro, il restauro di opere d’arte; l’avvio di una comunicazione specifica per quanto riguarda la valorizzazione dei beni culturali del territorio siciliano, in sinergia con gli organi istituzionali; borse di studio e attività di formazione. Per il prossimo mese di giugno la fondazione promuoverà un Premio di laurea mentre ha già organizzato una serie di incontri seminariali, rivolti a giornalisti professionisti e pubbliciti della Sicilia, con l’obioettivo di accrescere la loro conoscenza sulla materia economica e finanziaria nella comunicazione. Su proposta del collega prof. Uccio Barone penseremo a promuovere anche un master dedicato al settore del turismo.
La fondazione Confeserfidi rappresenta per il consorzio fidi una tappa importante che coincide con i primi dieci anni di attività a fianco delle micro, piccole e medie imprese siciliane. Tra le altre finalità della fondazione, la raccolta fondi a favore di cause meritevoli di attenzione da un punto di vista sociale e culturale”.
“ Studi e ricerche sul funzionamento dell’economia dei mercati- aggiunge Giuseppe Mineo, componente del Cda- caratterizzeranno la nostra attività. La Fondazione si occuperà anche dei temi del mondo del lavoro, dei sistemi di sicurezza e del welfare. In agenda la promozione di attività di interesse culturale, artistico e storico, con l’intenzione di far accrescere la capacità dei giovani di fare impresa".
dalla newsletters di www.mcc.it
Garanzia in ultima istanza dello stato
I finanziamenti assistiti dal Fondo di Garanzia per le Pmi potranno beneficiare della garanzia in ultima istanza dello Stato. La decisione era stata già presa dal governo con il decreto legge n 186 del 29 novembre 2008, convertito dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009. Per dare attuazione al provvedimento mancavano però un provvedimento che ne specificasse criteri, condizioni e modalità operative. A riempire quest’ultimo tassello mancante ci ha pensato il decreto del 25 marzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2009.
Entrando nel dettaglio delle modalità operative, la garanzia in ultima istanza dello Stato entra in vigore
a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, con esclusione perciò del portafoglio garanzie ad oggi in essere. Essa vale dunque per le operazioni deliberate dal Comitato di Gestione successivamente a tale data.
La garanzia dello Stato opera in caso di inadempimento da parte del Fondo in relazione agli impegni assunti a titolo di garante, controgarante o cogarante. La richiesta di escussione della garanzia dello Stato può essere trasmessa al Ministero dell'Economia e delle Finanze e al gestore del Fondo trascorsi sessanta giorni dalla richiesta non soddisfatta di pagamento al Fondo. Dal momento che il Fondo ha novanta giorni per la liquidazione dell’importo garantito, sono complessivamente centocinquanta i giorni che devono passare dalla data di presentazione della documentazione completa relativa alla suddetta liquidazione fino alla data di richiesta relativa alla garanzia in ultima istanza dello Stato.
Le modalità di escussione della garanzia e di pagamento dello Stato, precisa il decreto, assicurano il tempestivo soddisfacimento dei diritti del creditore. E’ infatti esclusa la facoltà per lo Stato di opporre il beneficio della preventiva escussione, clausola che in sostanza equipara la garanzia statale ad una garanzia “a prima richiesta”. Dopo l’escussione della garanzia in ultima istanza, lo Stato stesso subentra nei diritti del creditore nei confronti del debitore principale. Le procedure di recupero sono curate, in nome, per conto e nell'interesse dello Stato, dal gestore dl Fondo.
Garanzia diretta per la meccanizzazione agricola
Le imprese di meccanizzazione agricola potranno avvalersi dell’intervento diretto del Fondo di Garanzia per le Pmi. E’ questa una delle conseguenze più significative della circolare di UniCredit MedioCredito Centrale n. 549 del 6 maggio 2009 in base alla quale non verranno più considerate parte del settore agricolo le imprese che operano nella attività elencate nei codici 01.4 (attività dei servizi connessi all'agricoltura e alla zootecnia, esclusi i servizi veterinari) e 01.5 (caccia e cattura di animali per allevamento e ripopolamento di selvaggina, compresi i servizi connessi) e alla divisione 02 (silvicoltura e utilizzazione di aree forestali e servizi connessi) della Classificazione Istat 1991. Tale status viene riconosciuto soltanto alle imprese che esercitano le attività elencate a titolo prevalente.
Di conseguenza, le aziende che rientrano in questa casistica possono ora accedere alla garanzia diretta del Fondo. E’ infatti utile ricordare che le imprese agricole possono avvalersi solo della controgaranzia, con l’ulteriore vincolo costituito dal fatto che la garanzia diretta deve essere prestata da un confidi operante nei settori agricolo, agroalimentare o della pesca. In base alla circolare di MCC, le imprese operanti nei settori citati potranno anche avvalersi di confidi operanti in altri settori qualora siano interessate alla controgaranzia del Fondo.
Data la sua natura interpretativa, la delibera comunicata con la circolare di MedioCredito Centrale n. 549, è immediatamente efficace.
Il Parlamento europeo ha dato il via libera alle nuove regole per «prevenire» le crisi bancarie. La modifica delle direttive sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sull'adeguatezza patrimoniale, passata con 454 sì, 106 no e 25 astensioni, migliora la supervisione cross-border e riduce l'assunzione di rischi finanziari. Le nuove norme, che si applicheranno dal dicembre 2010, prevedono varie misure sulle quali era già stato trovato un accordo preliminare nei giorni scorsi tra Europarlamento e Consiglio Ue.
La supervisione. Nascono i collegi di supervisione formati dalle autorità nazionali di vigilanza per promuovere la cooperazione tra le autorità incaricate della sorveglianza delle banche transfrontaliere. Come ricorda Radiocor, in caso di conflitto tra i membri del collegio, si dispone di un sistema di mediazione a livello europeo. La Commissione dovrà presentare una proposta legislativa che miri ad accrescere l'integrazione della supervisione entro il 31 dicembre 2009, nella prospettiva di creare, per il 31 dicembre 2011, di un sistema di supervisione su scala europea.
I rischi. Le nuove regole valgono per l'insieme del sistema bancario, dai più grandi ai più piccoli operatori. In forza al testo di compromesso, una banca non potrà più esporsi per più del 25% dei suoi fondi propri nei confronti di un cliente o di un gruppo di clienti. Questo limite potrà essere superato solo per le esposizioni tra gli enti creditizi ma nel limite di 150 milioni di euro. La richiesta dei deputati di prevedere una clausola di revisione del regime dei grandi rischi, per la fine del 2011, é stata accettata.
Cartolarizzazioni. Un istituto che lancia una operazione di cartolarizzazione deve mantenere un interesse reale sul rendimento dell'investimento proposto. Tale interesse deve essere pari almeno al 5% del valore totale delle esposizioni cartolarizzate.
Credit defaul swap. I credit default swaps dovrebbero essere regolamentati come tutti gli altri prodotti trattati al di fuori della borsa (over the counter, Otc). Il testo di compromesso invita la Commissione a presentare entro la fine del 2009 delle proposte legislative che mirino ad aumentare la trasparenza su tale mercato e istituire un contrappeso centrale, una stanza di compensazione, supervisionata a livello Ue per ridurre i rischi che comporta l'uso di tali strumenti derivati
Grande soddisfazione per questo riconoscimento alla Associazione dei Confidi siciliani, fortemente voluta da tutti i confidi riconosciuti dalla Regione sicilia.
da ..Adnkronos) - L'incontro e' stato anche occasione per la presentazione di quattro nuovi membri del Comitato: Alfredo Barbaro, Amministratore Unico Pietro Barbaro Spa, Mario Filippello, Presidente Associazione Confidi Sicilia, Nando Milella, titolare della Bibatour Srl e Enzo Taverniti, Presidente Assindustria Ragusa, che entrano ufficialmente a far parte della rosa dei comitatisti siciliani.
Procedono intanto i lavori del Comitato: ''Ci stiamo concentrando su tre importanti progetti - spiega Jose' Rallo a margine della riunione - il turismo congressuale, la crescita della leadership imprenditoriale delle nostre aziende e la promozione del brand Sicilia all'estero. Puntano tutti sulla valorizzazione del territorio e sono stati concepiti per offrire un'opportunita' di sviluppo concreta alla nostra ''terra''.
dal sito del prof. erzegovesi www.aleablog.net
Nella Gazzetta Ufficiale del 30/4/2009 a pag. 13 (link attivo per 60gg) è pubblicato il Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze che introduce la garanzia di ultima istanza dello Stato sulle garanzie del fondo centrale Pmi.
Ne avevamo dato il testo in anteprima qui (ed era seguito un ricco scambio di commenti).
da http://www.livesicilia.it/2009/05/03/regione-siciliana-ripartiti-6-milioni-ai-consorzi-fidi/ apprendo la notizia di seguito riportata. Un bel risultato per questi confidi (tutti di matrice industriale)!
PALERMO. La Regione ha ripartito 5.988.318,61 euro ai Consorzi fidi siciliani. Il provvedimento e’ stato adottato dall’assessore all’Industria, Pippo Gianni. Queste le risorse spettanti ad ogni Confidi: Fidimpresa Catania - 2.188.867,21 Coprofi Enna - 206.843,36 Confidi Caltanissetta - 824.946,53 Confidi Agrigento - 1.157.217,47 Confidi Trapani - 689.228,04 Confidi Sicilia Messina - 921.216,00.